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Il giurassico

aprile 30, 2011

La casa in cui vivo è stata costruita con grandi sacrifici da mio padre più di quaranta anni fa.L’architettura è piuttosto banale ma tipica degli anni sessanta:un grosso cubo con finestre in ogni lato, un tetto piramidale e la classica scalinata sul lato frontale dell’ingresso;un pò di giardino in entrata e un cortile a fianco da cui si accede ai garage.I miei nonni vivevano con noi e la prima volta che vi entrarono ci fù da parte di mio nonno una forte commozzione perchè per la prima volta in vita sua,avendo sempre vissuto in campagna,poteva andare in bagno in casa e non nella “casotta”sulla concimaia all’esterno,dopo l’aia.Quello fù un passo nel progresso,un passo nel lusso che prima era destinato solo ai pochissimi nei paesi di campagna della bassa e povera terra padana vicentina.

Nel vialetto vi era parcheggiata una FIAT 128 rossa berlina espressione di un piccolissimo benessere raggiunto.Completa di tutto quel che ci si poteva mettere:tappetini tipo moquette,pendagli di ogni tipo con rosari così lunghi da toccare il cruscotto,santini con foto dei famigliari calamitati e cuscini con rifiniture ad ulcinetto dai colori afro sul lunotto.Ora sono passati molti anni da questa fotografia e sul vialetto un anonimo SUV ha preso il posto di quel turbine rosso,e dentro non vi è traccia di tutti quei gingilli anzi la sobrietà regna sovrana ma molte cose nascoste la rendono più efficiente e sicura,tecnologica e affidabile,silenziosa e comoda;rispetto alla prima ,tranne e non voglio  minimizzare il movimento a pistoni che rimane formalmente uguale al concetto di partenza,si sono avuti nell’auto enormi passi in avanti e con i motori ibridi o magari all’idrogeno il processo evolutivo dell’auto giungerà a suo compimento.

L’altra sera parlavo con degli amici che stanno cercando casa e raccontavano di case nuove e costosissime costruite con criteri del tutto uguali alla sopra citata anzi a parer loro e sembravano molto ben informati costruite anche in maniera più grossolane .100 metri q.al grezzo alla modica cifra di 300mila euro!!!Niente domotica,niente climatizzatore di serie,niente ABS ma predisposta a tutto se aggiungi altri 100mila(come nei puttan tour:50 euro per il classico ma predisposta per tutto se ne  aggiungi 300 )Ora non pretendo di comprare una casa che quando rientro alla sera e ho una flautolenza nel mentre che mi tolgo la giacca, il coperchio del water di scatto si alzi da solo perchè percepisce che devo “cagare”ma almeno che si abbia in fisso materiali di costruzione di ultima generazione,che sia isolante e non dispersiva insomma che sia davvero moderna con degli standard di base di livello che costi anche qualcosina di pù ma che non sia una scatola vuota come 3000 anni fa:una grotta di pietra con le porte!A proposito a cosa servivano quei cuscini afro sul lunotto?

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9 commenti leave one →
  1. maggio 1, 2011 2:15 am

    Servivano, servivano…… i cuscini, servivano a rendere più morbido il sedile dell’auto che all’occorrenza si trasformava in hotel 4 stelle con vista sulla vigna!
    Che dire….. bei tempi, l’acciarino funzionava, le donne fornivano la loro disponibilità, s’iniziava ad avere due lire in tasca, l’esuberanza della giovane età faceva il resto.

  2. maggio 1, 2011 9:47 am

    Avevo il sospetto che servissero a questo…una volta si era più preparati!

  3. maggio 1, 2011 7:33 pm

    una volta non c’erano i soldi e quindi vale il detto “la necessità aguzza l’ingegno”, oggi c’è molto più denaro, molte più possibilità e molte più occasioni.
    Oggi è sicuramente meglio ma il gusto delle cose di una volta, la fatica che si doveva fare per ottenere qualcosa rimane nel mio cuore e mi mantiene giovane.

  4. madscape permalink
    maggio 1, 2011 7:57 pm

    sono un fanatico del progresso soprattutto se ecosostenibile ma ritengo uno sbaglio dimenticare che se oggi abbiamo raggiunto certi livelli e’ perché 75 anni fa mio nonno andava a pd all università in bicicletta a studiare.ed era in privilegiato…non scordiamo mai le nostre origini e che per ogni traguardo ci vogliono sacrifici immensi.le vie facili portano solo rovina e smarrimento morale.sto scrivendo su un blog con un telefono connesso al web sdraiato sul divano.inimmaginabile solo 10 anni fa….oggi e’ normale.

    • maggio 2, 2011 6:01 am

      Approvo quel che dici e io stesso che sono alle prese da poco con questa tecnologia che rende normale cose che pensavo impossibili mi stupisco ancora quando penso che con un gesto banale spedisco lettere a mio cugino nelle Filippine.Ciao e grazie per avermi contattato.

  5. maggio 1, 2011 8:10 pm

    anche mio nonno andava all’università a padova, e anche lui ci andava in bicicletta.
    Il problema qual’è?
    che mio nonno abitava a vicenza, se abitava a pd andare all’università in bici era una cazzata………
    alzati da quel divano e datti da fare prima che ti si atrofizzino le chiappe………
    buonaserata
    ilpirata

    • madscape permalink
      maggio 2, 2011 2:32 pm

      @jack.sparrow: forse mi sono espresso male e nn hai capito quello che intendevo. amen.

  6. maggio 2, 2011 8:10 pm

    ti sei espresso benissimo e ho capito, forse, perfettamente quello che volevi dire, ma io amo le provocazioni, naturalmente quando sono una mia opera, quelle che mi riguardano mi fanno incazzare.
    Nulla di personale, gli amici dei miei amici sono i miei amici, e quando dico amici lasciamo fuori il marito di Costanzo, buon proseguimento di serata e buona lettura di questo blog, mille di questi commenti, cosi gratifichiamo della nostra presenza sto sonnambulo pessimista di sinistra,,,,, come la puttana di Lucio Dalla.
    Ciaoooo

  7. Ferro permalink
    maggio 5, 2011 10:58 am

    mitica 128 rossa familiare……. cazzo quanti ricordi cugino…… indelebili ricordi…. ma termino qui e tu sai il perche`… ciao dalle Filippine!

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