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Poltrona

giugno 25, 2011

Cos’è, un mese che sono a casa? Mi mancano gli amici colleghi ma il lavoro proprio per niente.Dopo dodici anni di sorrisi a clienti sempre più frustrati dalla vita che non possono più permettersi, da figli irriconoscenti, dall’età che non mente allo specchio, dalla bilancia “ingorda”, ecco , dopo dodici anni, questo esilio forzato di “positivo”ha solamente, anzi esclusivamente, un distacco con questo tipo di realtà lavorativa che poco a poco logora, come la goccia la pietra, il mio equilibrio mentale.Me ne torno a ” poltrire “e a riflettere sul non da farsi!

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8 commenti leave one →
  1. madscape permalink
    giugno 25, 2011 2:05 pm

    chiunque lavori si trova nella tua condizione; i capi sono uguali ovunque e i capettii (sottoposti leccaculo cornuto frustrati incapaci imboscati arroganti…che hanno unica soddisfazione nella vita nel torturare i colleghi)….e dicono il lavoro nobilita l uomo. semmai lo distrugge e gli mangia gli anni migliori.
    goditi la poltrona che se nn l hai comprata a rate e’ tua:)

  2. giugno 25, 2011 4:00 pm

    per l’appunto: si dovrebbe lavorare dai 55 anni in poi e prima godersela de brutto.Da due anni la poltrona è MIA!!!SIIIII

  3. madscape permalink
    giugno 25, 2011 6:26 pm

    concordo. unico dilemma: ci arriverò a 55 anni????

  4. giugno 25, 2011 9:29 pm

    beh te lo auguro..ciao

  5. giugno 26, 2011 12:19 pm

    io sono nella tua condizione, con una differenza, non è solo un mese che manco dalla produttività, ma faccio un cazzo da una vita, e non mi rammarico di nulla, può essere che a 55 anni inizieròa fare qualcosa, che ne sò magari il turista per “caso” in terre desolate come il brasile, cuba, thailandia o arcore.

    • giugno 26, 2011 2:10 pm

      non turista per caso ma “turista per cazzo”!

      • giugno 27, 2011 12:17 am

        sarei piu propenso a “turista col cazzo”.
        io sarei indeciso sulla meta, ad arcore mi posso permettere il viaggio ma non le donne, viceversa dalle altre parti posso permettermi le donne ma non il viaggio, l’unica speranza è qualche prodotto da importazione, speriamo solo che abbassino i dazi.

  6. giugno 27, 2011 8:59 am

    sei povevo povevo…

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