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Surf in the U.S.A.

ottobre 20, 2011

Sarà la Fonzarellite ma il mio sogno più grande è quello di andare una volta negli Stati Uniti. Lo so ora è pure conveniente , i voli si trovano senza spendere grosse cifre e avrei anche un cugino che potrebbe ospitarmi, purtroppo con le “piccole” ancora troppo piccole devo continuamente rimandare a data da destinarsi l’agognato viaggio. Io non so spiegarmi perchè sia l’unico posto al quale sarebbe dura rinunciare di andare, forse la spiegazione risale…..muble, muble muble…..avevo sei o sette anni e il pomeriggio dopo i compiti se non c’erano i soliti banditi fuori ad aspettarmi con le biciclette per andar a scorrazzare per le vie nuove , di quartieri nuovi, con le case in costruzione da ispezionare alla ricerca di gesso per disegnare sull’asfalto, me ne stavo in salotto a giocare con le macchinette e per sottofondo avevo le serie Tv di Arnold, Il mio amico Ricky, I Robinson…e una cosa mi ha colpito più di tutte: le frittelle che si mangiavano con quintali di miele d’acacia sopra. Ora solo quello varrebbe un viaggio. Ecco, credo che mentre me ne stavo li a costruirmi storie poliziesche , in modo subliminale , l’America dei telefilm si sia fatto largo tra le pareti ostruite del mio cervelletto e in modo indelebile abbia fissato un luogo di ritorno, fisico, perchè con la testa ero già là. A dare il colpo finale è stato sicuramente Happy Days che alle 19.30 su Rai2 veniva seguito in religioso silenzio da tutta la famiglia riunita a cena, i miei nonni che vivevano con me erano i più attenti, anche loro come me dell’America e degli Americani avevano solo sentito parlare, e come diceva mia nonna : “Savuto che sappia  de sti Mericani, a gaveo da lavorar, mi , non gaveo tempo da perdere, almanco i gà mandà via Mussolini!” però se li guardava , e credo che anche lei avesse desiderato per una volta poggiare il sedere su quelle poltroncine rosse e  farsi un Hot Dog. Poi la musica, i film di Woody Allen, quelli di Tarantino, i video di John Lennon, i racconti dei miei cugini e degli amici che ci son stati e dei quali provo una sana invidia ,hanno fatto il resto. New York sarebbe la meta principale , ma devo dire che mi piace tutta , non c’è un luogo che snobberei, da Los Angeles a New Orleans, da Philadefia a San francisco, pure l’Ohio che ha un nome triste come la morte.Vabbè, intanto che sogno , metto via i soldi per comprami una  De Lorean con un flusso canalizzatore che permette il viaggio nel tempo….quando vi parlo di influenze dei film sulla mente..

Notte, Martin!

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7 commenti leave one →
  1. ottobre 20, 2011 10:33 am

    bravo, stai facendo la figura degli albanesi degli anni 80, o dei nord africani del nostro tempo, quelli che conoscevano l’italia per quello che vedevano alla televisione, tu vedi l’ammmerica dei telefilm, gli states dei film ma quando arriverai la troverai……le facce da culo che sono anche qua, con una differenza non capirai un cazzo di quel che ti diranno… umh scusa tu conosci l’inglese…e allora capirai che non hai capito un cazzo, la vera america c’è l’hai sotto i piedi, anche se ti stanno togliendo la terra da sotto i piedi, ma è solo per costruirti la fossa.
    Ilpirata!

    • ottobre 20, 2011 12:37 pm

      Chi se ne frega ,tu la metti sul fatto dello star bene, io dell’estetica che può non piacerti ma quando trombi con la musica dei Chicago, o Miles Davis non rompi tanto le palle o vuoi Albano e Romina?:-)

      • ottobre 20, 2011 4:14 pm

        giriamola cosi, è meglio trombare la Mazzamauro o rosy bindi con i chicago o farsi Selen, oppure belen con in sottofondo felicità-ta-à-tà?

  2. madscape permalink
    ottobre 20, 2011 11:39 am

    se ci vai mettiti un giubbotto nero in pelle e il pettinino che tenevi nella tasca che tiravi fuori e pettinandoti i capelli dicevi con un pollice alzato: heyyyyyy….
    peccato che l harley non ce l hai piu’. era proprio quella di Fonzie.

  3. ottobre 20, 2011 5:19 pm

    Vengo anche io: NY prima, Boston e poi su, un pezzetto di Canada e dei laghi, e poi tutto dall’altra parte nella zona nord. Poi giù un’altra volta, sull’altra costa fino ai confini del Messico, un’altra traversata fino alla Florida e su d nuovo verso NY.Mi servono soldi e tempo, un sacco di entrambi.

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