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Occasioni.

dicembre 6, 2011

L’appartamento misurava 45 mtq. secondo piano di un palazzo di ringhiera dove erano presenti almeno trenta appartamenti. Mezz’ora a piedi dal Duomo con la Madonnina.Vivevamo in tre Gio, Marina ed io, tutti e tre studenti tutti e tre provenienti dal paesello della bassa vicentina. Con Marina si andava d’accordo quel tanto che basta a non pestarsi i piedi, si facevano le pulizie insiema ma raramente si stava a pranzare seduti allo stesso tavolo, la sera lei si riparava dietro il suo separè col fidanzato, Gio ed io interrogavamo il cielo. Erano anni di scommesse esistenziali, di ricerca estatica, di dolori da interpretare ma in mezzo a tutto il caos la presenza femminile non è mai mancata anche se  era limitata ( non del tutto ma quasi ) alla contemplazione della bellezza, quella epidermica, quella che non ti fa parlare, quella che imbarazza.

Nel nostro cerchio di amicizie c’erano ben quattro ragazze, tutte, nel bene o nel male,innamorate di Gio, che si chiamavano Francesca, a tutte avevamo dato un soprannome:

Francesca la Dotta, bella ragazza apparentemente senza nulla che ti colpisse, grande interesse per il cinema e per le arti in genere,unico neo non si depilava le ascelle!

Francesca la Ricca, carina, ma soprattutto molto ricca come si può essere ricchi a Milano, disprezzava il denaro ma non ne faceva mai a meno, si lamentava sempre.A modo suo era triste.

Francesca, detta Franzy, tedesca, spigolosa come il suo accento, fisico asciutto e rigido come una giornata di Dicembre.

E poi c’era lei, Francesca, la DEA! Bella da farti fare che quel che vuole, marionette noi, i fili a lei, come la sera che alle undici e mezza intenti entrambi( in pigiama) a preparare un esame ci invitò a mangiare il gelato da Haagen Daz e un minuto dopo eravamo già in strada da aspettarla! Quella stessa sera salì da noi a far due chiacchiere, i mortali e la dea, e li capii che nei confronti di Giò si celava un certo interesse. Dopo che andò via ne parlai con lui e li si decise che doveva ASSOLUTAMENTE trovare l’occasione per incontrarla da solo. Come spesso accade senza nessun piano preordinato , pochi giorni dopo Gio l’incontrò per strada e siccome lui era a bordo della sua bicicletta e lei a piedi, l’invitò a salire per accompagnarla dove voleva, fino alla fine del mondo se fosse stato necessario..I capelli di lei mossi dal vento sfioravano il viso di Gio e il loro profumo ispiravano leggerezza, voluttà, disorientamento, abbandono. Arrivati nei pressi di casa sua sembravano si fossero esaurite le parole, i loro sguardi creavano pericolosi incroci, spasmodiche attese, le bocche non avendo più nulla da dire cercavano un altro modo di comunicare…Ma quella breve distanza diventò incolmabile, Gio non ebbe l’ardire, forse abbagliato non vide la strada verso il sublime, forse non credeva possibile che ci potesse essere altro dopo l’estasi estetica, forse i mortali non legano con gli dei e quando succede son sempre dolori. La salutò e se ne tornò a casa. Tutto ciò lo seppi anni dopo, quando una sera tra cibo e molto vino, ricordammo le “quattro Francesche” e le occasioni “perse”, come con Io con Barbara, ma questa è un’altra storia…

Notte

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12 commenti leave one →
  1. madscape permalink
    dicembre 6, 2011 5:55 pm

    che poeta!
    e noi rimasti al paesello ci eravamo convinti
    che stavi studiando o al massimo sfasciando i maroni a qualcuno con un pezzettino di chitarra da 5 ore….
    take me down to the paradise city….

  2. dicembre 6, 2011 9:54 pm

    e giù di seghe come se piovesse…..a milano!
    canta vecchioni:
    “ma dammi indietro la mia seicento,
    i miei vent’anni e una ragazza che tu sai
    Milano scusa stavo scherzando,
    luci a San Siro non ne accenderanno più”

    • ciri permalink
      dicembre 6, 2011 10:59 pm

      E par via de seghe………spetemo la seconda puntata con Barbara……………….

      • dicembre 7, 2011 12:09 am

        ohhh tutte quelle che si chiamano Barbara inducono l’omo ad’ammazzarsi di seghe…… cerchiamo una Barbara che sfati il mito!!!!!

  3. dicembre 7, 2011 7:06 am

    Rozzi………

  4. dicembre 7, 2011 12:14 pm

    mi è successo una cosa simile alla fine degli anni ottanta, solo che le tre fanciulle si chiamavano Daniela (danielina, daniela e danielona) e con una mi andò molto bene…… indivinate quale!!!!

  5. dicembre 7, 2011 5:16 pm

    Non aprire quella porta… dei ricordi.
    A 40 anni si può scoprire che qualcosa, irrimediabilmente, è andata persa: la memoria!

    Non ricordo la Francesca ricca.

    Comunque, ogni tanto si dovrebbe ritornare a vivere tra amici. Come una vacanza ma senza famigliari. Come il servizio militare degli Israeliani: ogni anno 15 gg. di congedo, ma dalla famiglia.

    • dicembre 9, 2011 8:46 pm

      Forse l’ho confusa con quella che chiamavamo Bavava che il padre era quello della Baby Record…!5 gg di congedo dalla famiglia? una volta all’anno sarebbe un’ottima idea.ciao

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