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Gli ultimi

gennaio 12, 2012

Non parlatemi di quanto sia fortunato ad avere un lavoro, di aver uno stipendio, son cose che capisco e valorizzo perfettamente ma quando vi dico che siamo , noi commessi, gli ultimi non vi sto raccontando balle. Certo siamo in buona compagnia con gli altri sfigati del pianeta lavorativo italiano cioè gli operai . Sapete quanto ci hanno messo a liberalizzare il commercio? pensarlo avete impiegato più tempo! Ci hanno chiesto qualche opinione a riguardo? De nada, niente, silenzio assoluto. I sindacati? Ma ne abbiamo uno? Si? …
Poi hanno detto che avrebbero liberalizzato le categorie degli avvocati, dei giornalisti, dei notai, dei taxisti che a quanto pare sono peggio di una confraternita di un college americano, ma tutti si stanno ribellando e a tutti danno voce
Allora mi credete quando vi dico che non contiamo zero? Ieri sera dicevano riguardo degli accertamenti fatti dai Carabinieri alle prostitute, che si ledeva la loro privacy ponendogli certe domande. Pensate , anche le prostitute , hanno più voce in capitolo di noi e si che entrambi vendiamo qualcosa!!

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19 commenti leave one →
  1. madscape permalink
    gennaio 12, 2012 12:49 pm

    anomalia di questo mondo: i fatti negativi sono sempre rivolti ai soliti.
    la crisi, i tagli, le tasse, le inquita’, i soprusi, i controlli…..tutto per i soliti.
    il resto e’ per la cricca, la casta, i furbetti, i raccomandati, gli evasori.
    mondo di merda!

    • gennaio 12, 2012 6:18 pm

      Mi piacerebbe cambiare il mondo ma sto notando che il mondo sta cambiando me! E accetto cose turandomi il naso perché impotente triste e di brutto

      Inviato da iPhone

  2. gennaio 12, 2012 2:14 pm

    …e non vorrei essere pessimista ma mi Sto arrivando! che sarà da così a peggio…. 😦

  3. gennaio 12, 2012 2:15 pm

    Ops, se scrivo “sà” si autocompila con sto ARRIVANDO ! SCUSATE

  4. gennaio 12, 2012 2:23 pm

    la differenza che c’è tra un commesso e una prostituta: lei vende una parte del corpo, noi svendiamo noi stessi….. oltre che il culo!
    liberazioni: il problema non è nostro ma dei commercianti, in fondo noi “dovremmo solo fare” 40 ore settimanali in cinque giorni lavorativi.
    mavadarviailcùl!!!!!

  5. gennaio 12, 2012 3:56 pm

    La fortuna (ed il merito, of course) ad avere il lavoro c’è, ma c’è la falsa convinzione che l’avere un lavoro sia, di per sé, sufficiente. Niente di più sbagliato, perché se un lavoro non soddisfa, economicamente e moralmente, si finisce col vivere per lavorare, non lavorare per vivere. Sfruttati a quel modo serve solo a disumanizzare e rendere schiavi, cosa funzionale per chi vuole mira ad intortare e sottomettere una parte di popolo (veggasi: classe politica, strapagata ed inefficiente).

    • gennaio 12, 2012 4:16 pm

      D’accordissimo con Giancarlo Russo !Io sto vivendo esattamente questo.Ho un lavoro ma non soddisfa nemmeno i requisiti minimi di accettazione.Non sono in stalla e non sono in miniera ma tolto questo mi sembra una schiavitù, senza esagerare.Infatti, più che cercare un altro lavoro simile sto tentando di ridurre le spese e trovarmi un lavoretto part time o cmq di pochissima responsabilità perchè non ne posso davvero più di vedere scorrere i giorni della mia vita in maniera così insulsa…..

      • gennaio 12, 2012 6:14 pm

        Se solo potessi , come dico sempre alla mia dolce metà, farei il casalinguo!!

        Inviato da iPhone

    • gennaio 12, 2012 6:15 pm

      Parole sante!

      Inviato da iPhone

    • madscape permalink
      gennaio 13, 2012 1:00 pm

      concordo al 100%. oggi ti dicono che sei fortunato solo perche’ hai un lavoro e quindi ti spremono come un limone e ti fanno accettare di tutto usando toni che pochi anni fa potevi rivolgerti a un tribunale del lavoro. i sindacati sono muti perche’ x la crisi hanno perso forza contrattuale di negoziazione e , cosa peggiore, vanno a braccetto con i manager….

  6. gennaio 13, 2012 8:47 pm

    parto subito con la critica: pur comprendendo appieno le ragioni di voi commessi, credo la liberalizzazione del commercio sia una cosa positiva (diamine, nelle grandi città europee funziona! perchè deve mancare solo da noi?).
    detto questo, credo però che al contempo si dovrebbe anche garantire i dipendenti, controllando gli orari e prevedendo retribuzioni adeguate per gli orari più scomodi.
    infine: che si sistemino anche tutti gli altri, avvocati! notai! farmacisti! taxisti! tutti!
    non dico di abolire ogni ordine professionale, ma è ora di dare una bella ripulita

    • gennaio 13, 2012 9:07 pm

      Ma io lavoro in un paese di periferia triste come la morte… Ha ha ha 🙂

      Inviato da iPhone

    • gennaio 13, 2012 9:30 pm

      e tieni presente caro redpoz che il nostro settore è molto frammentato, ci sono commessi che lavorano al fianco del “padrone” e se solo nomina la parola sindacato viene messo alla gogna.
      Non facciamo ridere i polli, dove tutto il mondo ormai ha il sabato e la domenica liberi noi del commercio dobbiamo lavorare entrambi i giorni? Ti serve per forza una giacca la domenica pomeriggio dopo che il sabato ti sei grattato i coglioni sul divano?
      Non conosco l’europa, so solo che in austria, dove ho lavorato, al sabato i negozi chiudono due ore prima, alle 17 fuori dalle balle e la domenica è riservata alla famiglia.
      La liberalizzazione serve solo ad ammazzare il piccolo commercio e dare più spazio alla grande distribuzione, alle multinazionali e al prodotto da quattro soldi importato…… andremo a dimenticare il gusto di entrare nel negozietto e sentirci salutare per nome, saremo solo più numeri da marketing…… adesso smetto non vorrei abusare dello spazio del nostro sonnambulo! e domani e domenica lavoriamo, caso mai qualche d’uno non avesse più vestiti nell’armadio. NOTTE maurizio

  7. gennaio 14, 2012 9:21 am

    Maurizio e ilsonnambulo: innanzitutto io penso soprattutto ad altri negozi (alimentari e simili) e in contesti cittadini.
    sono d’accordo anche io che andare a comprare una giacca la domenica è una cazzata!
    e sono d’accordo sopra ogni cosa al fatto che contestualmente alle liberalizzazioni si debbano prevedere: LIMITI e CONTROLLI oltre a compensazioni per chi dovesse lavorare, chessò, la domenica. magari con facoltà di scelta per il dipendente….
    faccio ridere i polli? in parte probabilmente sì, non lo nego. ma tra provare a cambiare e restare immobili, io preferisco la prima.

    premesso che conosco meno la situazione nel commercio che in altri ambiti, posso capire la preoccupazione per il potere della grande distribuzione ma posso anche assicurarti che il piccolo commerciante se offre un servizio migliore sarà sempre preferito (esempio pratico? io faccio 8km in più per andare nella farmacia del paese vicino, perchè mi servono meglio…). se il piccolo commerciante, come scrivi Maurizio, instaura un rapporto di fiducia, cordialità coi clienti questi potendo lo preferiranno sempre ad un anonimo Wall-Mart.
    parere mio

  8. gennaio 14, 2012 1:44 pm

    ho scritto come se fosse diretto a te ma non è cosi, la mia è stata una risposta generalista, c’e comunque gente che dopo aver lavorato per 35 giorni filati prima di natale adesso è costretta a lavore per altri 21 senza una pausa….. altro che controlli, e dopo l’ultimo rinnovvo contrattuale il festivo è diventato obbligatorio.
    ciao
    maurizio

  9. gennaio 16, 2012 2:12 pm

    sì, sì, ti credo

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