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La cambusa

ottobre 23, 2012

Ci sono odori incancellabili perché sanno di uomini che hanno vissuto con te e dentro te.
La cambusa a cui si accedeva da delle scalette poste alle spalle del bancone degli affettati e formaggi conservava inalterate le fragranze di insaccati stagionati misti all’intenso odore di formaggi dai nomi strani. In questa mescolanza intrigante e invitante si univano le essenze acri dei detersivi che essendo poggiati su assi di legno sembravano anch’essi barricati.
Su quelle scale era un via vai di passi per riassortire il piccolo market che soddisfava i bisogni di un intero quartiere. Il pane fresco lo si portava a domicilio in sella ad una bici di ferro nera con portapacchi sia davanti che dietro, molto pesante. Al banco si destreggiavano la Maria e Luigino che laboriosamente portavano avanti l’attività sempre col sorriso. A dire la verità erano dei veri e propri siparietti dove Luigino era il mattatore principale ma che come i grandi hanno bisogno di una spalla che ne contenga l’estrosità. Certe risate..
La Maria era una donna minuta ma dalla forza ed una energia pazzesca, alle spalle una storia fatta di lavori in campagna dai quali se ne è andata presto perchè troppo piccolo quel mondo per la sua incontenibile energia e la sua curiosità. Mondo contadino mai dimenticato dove tornava spessissimo e che gli ha pure fatto incontrare il futuro sposo che veniva dalla città .
Ma questa è una storia che parla di profumi e memoria e quando penso a mia zia la vedo trafficare tra i fornelli intenta a fare il ragù, il tiramisù, i frullato alla frutta, l’immancabile tè con i biscotti del dopo partita alla domenica, il panino con burro e zucchero o lo yogurt magro ma che a me dava con due cucchiaini di zucchero per mandarlo giù meglio, trent’anni prima del “Müller “!
Non scorderò mai il profumo dell’appretto con cui stirava, che appena lo sentivo sapevo che i cugini erano giù da noi…
Non scorderò che fosti la mia madrina e che con lo zio venisti ad ascoltare il mio primo concerto rock a Recoaro, che fosti tu a dirmi di Nevio in quella terribile notte di febbraio; le lunghe chiacchierate sui percorsi da fare con le bici da corsa, passione che ci accomunava, salite in cui volevi sempre primeggiare nonostante l’età …che grinta, che esempio. Non provo dolore perché so che hai vissuto appieno tutte le tue scelte e non è da tutti.
Da quella cambusa ne son passati di anni, anni di vacanze e fine settimana passate insieme; il rito del martedì sera che dopo quel febbraio immancabilmente venivate, tu e lo zio, a mangiar da noi portandovi dietro un bagaglio di cose da mangiare e di risate , per non farci sentire soli.
Non scorderò , non scorderò .
Non scorderò zia.
Non scorderò .

Notte. A mia zia Maria

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12 commenti leave one →
  1. Denis permalink
    ottobre 23, 2012 2:01 pm

    Ciao caro Fratello!
    A dir poco molto ma molto commovente, sei forte…….
    Un abbraccio

  2. ottobre 23, 2012 2:11 pm

    che vuoto grande lasciano le grandi persone .un pensiero affettuoso a lei e a voi

  3. Dario permalink
    ottobre 23, 2012 4:08 pm

    Grazie cugino….. Ciao mamma….

  4. Giada permalink
    ottobre 23, 2012 4:47 pm

    Ti sei dimenticato di ricordare la sua specialissima torta al mandorlato ! Come ne andava fiera la prima volta che me l’ha fatta assaggiare ! che dire… bè caro il mio sonnambulo ti dico che sono stata molto fortunata ad averla conosciuta così come i suoi meravigliosi figli ! Mi hanno fatto sentire fin da subito come parte della loro famiglia ! Ci mancherà davvero moltissimo

    • ottobre 23, 2012 4:54 pm

      Come dimenticarsi della sua torta alle mandorle… Ti voleva bene, l’ha sempre dimostrato, so che ti mancherà ..

  5. maurizio permalink
    ottobre 23, 2012 4:50 pm

    Ci sono eredita’ che non si possono dividere con nessuno, come l’amore provato per una zia come la tua, ed e’ un sentimento grande che rende la persona amata immortale.

  6. maria barberio permalink
    ottobre 25, 2012 9:02 pm

    l’unicità di persone così straordinarie non andrebbe mai dimenticata

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