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Run in NewYork

novembre 2, 2012

“…io non vi capisco voi corridori della domenica , ma chi ve lo fa fare…”

Mi rivolgo a voi che mi guardate con occhi strani quando passo in tenuta da corsa : quello che chiamate sudore, io la chiamo energia che evapora, quello che chiamate fatica, io la chiamo libertà, quello che definite assurdo inutile sforzo, io lo definisco vivere .

Poi ci sono storie di corsa che dicono tutto, che ti spiegano come va il mondo, il senso del tuo vivere.
Il padre di un mio amico è un uomo onesto, che ha vissuto la sua vita lavorando e accudendo la sua carissima moglie ammalatisi troppo giovane. Succede che una vita così , spesa senza rimpianti senza mai abbandonare per un istante la moglie, sia ricca di rinunce e di scadenze personali sempre posticipate sperando di rimanere in salute. Poi dopo il tristissimo, straziante, composto, doloroso addio, è tempo di riordinare le cose da fare e di tirar fuori dal cassetto motivi degni per vivere ed ecco che in fondo al cassetto spuntano un paio di scarpe da corsa. Quando era più giovane è stato un ottimo giocatore di pallone e certe esperienze di fatica e fiato non si cancellano ne nella mente e ne nei muscoli, ecco che il passo dal cassetto ai piedi fu immediato ….
Ora che sto scrivendo è a New York per la maratona e all’età di 72 anni ha già all’attivo più di cinque maratone sempre finite in modo più che dignitoso tanto che se mai riuscissi a finirne una come lui farei i salti di gioia.
Mauro, in bocca al lupo; corri per te, per lei e per i miei sogni di maratoneta.
Notte
A Mauro . E a sua moglie.

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9 commenti leave one →
  1. novembre 2, 2012 5:38 pm

    Purtroppo, nella vita, succedono cose ti sembrano impossibili da superare…ma poi te le ritrovi alle spalle…., non importa se indossi un paio di scarpe da corsa, da ciclista, da trekking….., l’importante e’ andare avanti.
    In bocca al lupo a Mauro anche da parte mia.

  2. Ciri permalink
    novembre 2, 2012 7:39 pm

    E che dire……… Grazie amico mio

  3. novembre 3, 2012 9:34 am

    peccato per il tuo amico per la maratona appena disdetta.

    bello lo stesso, il post, però…

  4. novembre 3, 2012 11:36 am

    Se non corre il padre correrà il figlio, ma la vedo dura….qui i tacchetti delle scarpe da pallone sono piantati nel pavimento.

  5. maria barberio permalink
    novembre 4, 2012 10:40 pm

    mai arrendersi, questo è vivere

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